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Dal deserto del Wadi Rum a Petra: alla scoperta della Giordania

Wadi Rum

Questa estate ho trascorso due bellissime settimane tra Israele e Giordania.

In questo articolo vi racconterò quanto sia stato magico e spettacolare visitare il rossissimo deserto del Wadi rum e Petra, una delle sette meraviglie del mondo.

Il deserto del Wadi Rum

Sono arrivato in Giordania dall’Israele, passando per il passaggio a sud, quello di Wadi Araba, da Elat ad Aqaba. Muovendomi con un auto con autista, usata per spostarmi durante i 5 giorni in Giordania (la soluzione più rapida e sicura), sono partito da Aqaba per dirigermi verso il deserto di Wadi Rum.

Super consigliato visitarlo al tramonto quando la luce del sole carica maggiormente il colore rosso delle montagne e della sabbia, creando scenari da sogno.

Dopo aver timbrato il mio Jordan Pass nel centro accettazione, sono arrivato in un piccolo villaggio nel quale mi aspettava la jeep che mi avrebbe portato a visitare il deserto fino al tramonto.

Ufficio Accettazione
Bambino beduino
Beduini

Sono stato sin da subito rapito dal paesaggio. Il ragazzo che guidava la jeep con molta organizzazione e precisione nei tempi è riuscito a portarmi in tutte le tappe del deserto.

Dal grandissimo Canyon Jebel Khazali, dal quale un Siq conduce all’interno della montagna, mostrando a tratti delle superfici sulle quali sono ancora conservate vecchie incisioni nabatee; alle alte dune di sabbia del Wadi Um Ishrin che se scalate (da fare scalzi perché la sabbia ti inghiotte) permettono di godere di uno spettacolare panorama del deserto.

Canyon Jebel Khazali
Incisioni nabatee
Wadi Um Ishrin
Panorama del deserto
Montagna del deserto

Non è mancato un salto al ponte di pietra di Jebel Burdah, super turistico e fotografato e la salita su un’altra piccola montagna dove sono stati costruiti dai visitatori tantissime piccole torri con i sassi… non ho potuto farne a meno e con pazienza anch’io ho costruito la mia bella torretta.

Jebel Burdah
La mia torretta di sassi

Dopo essermi steso per qualche minuto sulla sabbia per aspettare che il sole scomparisse tra le montagne e contemplare il silenzio del deserto, sono stato accompagnato nel posto in cui avrei passato una notte da sogno, dormendo nel deserto in una tenda beduina.

Tramonto nel deserto
Tende beduine

Petra

L’indomani sono subito ripartito per raggiungere la meta più desiderata del viaggio, Petra.

Lasciati i bagagli nel b&b, sono partito subito per andare a scoprire il sito archeologico di Petra. Con il Jordan Pass non ho dovuto acquistare il biglietto perché già incluso, ma ho acquistato il biglietto per partecipare al Petra by night la sera.

Siq per il Tesoro

Petra era la vecchia capitale dei Nabatei, popolo famoso per i guerrieri e il commercio, nel tempo decaduto a causa di disastri atmosferici e della diminuzione degli scambi commerciali. Per molto tempo, con le sue grotte ha fatto da casa ai beduini del posto, per poi essere reso noto al mondo soltanto nel 1812.

Il complesso di grotte, tempi e sepolcri che sono sopravvissuti sono tutto ciò che rimane della vecchia città nabateo nominata come una delle sette meraviglie del mondo.

Ragazzo beduino
Bambino suona il flauto

La visita parte percorrendo un lungo Siq (corridoio) che man mano diventa più stretto, fino a sfociare nel meraviglioso Khasneh al Faroun, il Tesoro del Faraone. Si tratta del più importante mausoleo della città, scavato nella rossa arenaria, e che è diventato il simbolo di Petra.

Dopo aver scattato infinite foto da qualsiasi prospettiva per cercare di catturare la magia e l’emozionante scenario proseguo la visita e mi accorgo che ero solo all’inizio e che il parco in realtà è enorme.

Ovunque ci sono beduini che offrono passaggi su cavalli, cammelli o ciuchi, ma preferisco continuare a piedi. Ho potuto ammirare le tombe reali, il vecchio anfiteatro e la Tomba dell’obelisco dal quale ammirare la città dall’alto.

Prima vista del Tesoro
Il Tesoro di Petra
Tomba dell’urna
Panorama dalla Tomba dell’urna
Tomba dell’obelisco

Essendo le 3 di pomeriggio il sole batteva forte, per fortuna qua e là c’erano bar e chioschini che vendevano da bere. Lungo tutto il tragitto è possibile scoprire l’interno di numerose grotte scavate nella roccia che alla vista lasciano senza parole per la bellezza delle sfumature create dall’arenaria.

La tappa finale e più ardua da raggiungere è il Monastero Al-Deir, accessibile soltanto dopo avere salito ben 850 scalini; vi garantisco però che la fatica verrà ripagata con la meravigliosa costruzione, molto simile al Tesoro. Caffè beduino e via per la strada del ritorno verso il b&b.

Sfumature dell'arenaria
Sfumature dell'arenaria
Sfumature dell'arenaria
Il Monastero
Beduino a cavallo
Grotte nabatee

Giusto il tempo di una doccia e di una cena veloce a base di riso e carne di agnello e mi dirigo nuovamente verso il sito per il Petra by night.

Devo ammettere che è stata davvero dura rifare tutta la strada e ripercorrere tutto il Siq per ritornare al Tesoro, di buio e con solo delle piccole fiaccole che segnavano il tragitto, dopo avere camminato per chilometri durante tutto il giorno.

Lo scenario è molto suggestivo, tante candele per terra che illuminano il Tesoro bastano ad attenuare la stanchezza. Tuttavia lo spettacolo non è niente di che… un uomo che ad alta voce racconta storie in arabo e dopo un po’ di musica, per la durata complessiva di circa mezz’ora. A parte lo scenario, Petra by night non vale il costo del biglietto (20 €), visto il lungo cammino da fare e la scarsità dello spettacolo.

Petra by Night

Questa è stata di sicuro la tappa più bella ed emozionate del mio viaggio tra Israele e Giordania che potrete continuare a scoprire nei prossimi articoli dedicati.

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