Islanda

Islanda on the road. Ecco tutte le tappe della mia estate islandese.

Penso che questo sia stato il viaggio più desiderato e atteso della mia vita. L’ho programmato per due anni rimandandolo una volta e rischiando di rimandarlo una seconda a causa del COVID-19 che quest’anno ha scombussolato i piani di tutti.

Tra voli modificati, cancellati e ricomprati e ansia per il risultato del test del tampone obbligatorio una volta arrivati in aeroporto, questo viaggio è andato meglio del previsto e ora vi racconto perché.

Da maniaco dell’ordine e dell’organizzazione, ho programmato ognuno degli 8 giorni, stabilendo i posti da visitare e le distanze da percorrere con un’auto 4×4 che ho utilizzato anche come “casa” durante quasi tutto il viaggio.

Questo articolo sarà un po’ lungo perché cercherò di raccontarvi nel modo più conciso possibile quali sono state tutte le tappe percorse in questa isola magica e spaziale. Ecco a voi la mia Islanda.

GIORNO 1

Dopo il viaggio notturno con scalo a Copenaghen, sono arrivato in prima mattinata a Keflavík. In aeroporto mi hanno subito effettuato il test del tampone che avevo pagato già dall’Italia e ho raggiunto l’agenzia di noleggio KuKu Campers per ritirare il mio 4×4 (necessario per girare in tutti gli angoli dell’Islanda).

Spesa al discount Netto (o Bonus) per fare il pieno di cibo e via, alla scoperta di questo Paese. Nonostante avessi parecchia ansia per il risultato del test che mi sarebbe arrivato la mattina dopo (NEGATIVO), lentamente ho iniziato a rilassarmi, grazie ai meravigliosi paesaggi che si rivelavano ai miei occhi.

Cavalli islandesi

E allora dritti verso la prima tappa del viaggio, il parco nazionale Þingvellir. Questo è il luogo in cui è possibile vedere la fossa tettonica nata dalla separazione delle due placche che appartenevano all’America e all’Europa; inoltre è proprio qui che è nato il primo Parlamento della storia.

Parco nazionale Þingvellir
Parco nazionale Þingvellir
Öxarárfoss

Il paesaggio lagunare e la cascata sono molto suggestivi. Caricatissimo mi sono diretto presso un’altra cascata, molto più imponente della prima, soprannominata “la regina di tutte le cascate islandesi”, per la sua potente portata e per i 21 metri di salto che compie l’acqua del fiume. Parlo dell’imponente Gullfoss.

Gullfoss
Gullfoss

Gli spruzzi dell’acqua mi hanno inzuppato, ma poco male, per fortuna il vento asciuga abbastanza velocemente. Viaggiare ad agosto per le strade islandesi senza traffico e con pochissima gente in giro, penso sia stata una cosa inusuale, visto che di solito in estate è piena di turisti. Un altro punto a favore per questo viaggio.

Seyðishólar

Passando dalla rossissima Seyðishólar, una cava di ghiaia e pomice, sono arrivato ad uno dei punti più importanti della Ring Road, la valle geotermica Haukadalur, dove si può assistere allo spettacolare spruzzo di acqua bollente di Geysir, il più antico gyser conosciuto, che ha dato il nome a questo fenomeno naturale.

Pozza termica a Haukadalur
Pozza termica a Haukadalur
Geysir

Prima di portare a termine questa giornata, brevettando il materasso della macchina, sono passato velocemente a fare due foto alle cascate Hjalparfoss e alla Þjóðveldisbærinn Stöng, una storica cascina di epoca vichinga.

Hjalparfoss
Þjóðveldisbærinn Stöng

GIORNO 2

In estate le giornate islandesi sono molto lunghe e la luce scompare molto tardi, situazione favorevole per chi come me vuole visitare il più possibile finché c’è luce.

Dal secondo giorno sono partito con tutta carica e serenità, visto che ormai avevo i risultati del test. Quindi macchina in moto e dritto verso la bellissima cascata Seljalandsfoss (poche cascate in Islanda vero?), una delle più fotografate, visto che è possibile andare anche dietro il suo getto.

Seljalandsfoss

Quasi tutta la giornata è stata spesa per attraversare la scenografica area del Landmannalaugar, il cuore del sud islandese, dove tra paesaggi e montagne mozzafiato, è impossibile non fermarsi ogni 5 minuti per fotografare. Il punto di interesse maggiore di questa zona è il lago Ljótipollur formatosi all’interno di un cratere vulcanico.

Pesaggio del Landmannalaugar

Ci vogliono all’incirca 5 ore per andare e tornare dal lago ma posso garantirvi che il viaggio e la visuale ne valgono davvero la pena! Decido di concludere la giornata per andare in uno dei posti più instagrammati dell’Islanda, il relitto del DC-3 Dakota sulla spiaggia di Solheimasandur.

Relitto del DC-3 Dakota

Per arrivarci bisogna camminare per almeno un’ora su un percorso di selciato del quale non si vede mai la fine. Giusto il tempo di una foto e poi via… in generale niente di eclatante, a parte la spettralità di questo aereo abbandonato in una deserta e silenziosa spiaggia nera.

Non ho fatto in tempo a vedere un paio di cose che avevo programmato, ma nessun problema, ho solo rimandato al giorno dopo.

GIORNO 3

Vik

Ho passato la notte in un campeggio nella cittadina di Vik, sorvegliata dalla sua chiesina rossa. I primi scatti di questa giornata sono per loro, la mascotte dell’Islanda, i piccoli puffin. Ad agosto è facile avvistarli soprattutto nei pressi di Vik, sulla scogliera di Dyrhólaey.

Spiaggia di Vik
Puffin
Puffin
Scogliera di Dyrhólaey.

Sono stato fortunato perché ne ho avvistati e fotografati davvero tanti. Da li poi è possibile proseguire per arrivare alla spiaggia nera di Reynisfjara, di origine vulcanica e famosa per la scogliera di pilastri basaltici simili a tante spade.

Parete di basalto nella spiaggia di Reynisfjara
Grotta nella spiaggia nera di Reynisfjara
Spiaggia di Reynisfjara

La stessa formazione rocciosa di basalto l’ho incontrata subito dopo, raggiungendo il Parco nazionale Skaftafell, dove dopo qualche chilometro di cammino è possibile arrivare difronte alla bellissima cascata Svartifoss.

Svartifoss

Poco distante dal parco si giunge ad un’altra meraviglia naturale. Questa volta l’acqua è ghiacciata ed è quella del ghiacciaio Svínafellsjökull, il più grande d’Europa, che con le sue forme e i suoi colori, inevitabilmente mi ha lasciato per qualche minuto fermo ad ammirare e meditare il ghiaccio che nettamente si staccava per viaggiare lungo il corso del fiume.

Ghiacciaio Svínafellsjökull
Calotta del ghiacciaio Svínafellsjökull
Lago Jökulsárlón

Tutte queste masse ghiacciate rimangono immobili a sciogliersi sulla superfice del magico lago Jökulsárlón o vagano poi verso il mare fermandosi sulla Diamond Beach, un posto surreale dove i pezzi di ghiaccio sembrano tanti diamanti trasparenti che cospargono la riva della nerissima spiaggia.

Pezzo di ghiaccio sulla Diamond Beach
Diamond Beach
Diamond Beach

GIORNO 4

Piano piano l’Islanda orientale si sta avvicinando. Per fortuna ho sempre trovato il sole, ma comunque le temperature, soprattutto di notte, non sono alte, anzi.

Parcheggiata la macchina, inizia un breve trekking per raggiungere l’Hengifoss, una cascata particolarissima per le sue pareti a strisce rosse di argilla; famosa anche per essere la cascata più alta d’Islanda.

Hengifoss

Se vi capiterà di andarci, ricordatevi che una volta raggiunta la cascata troverete un tubo simile ad una capsula arancione, all’interno del quale è presente un quadernino, una penna e un timbrino per lasciare il segno del vostro passaggio.

Sarà l’aria fresca o la lunga camminata, ma la voglia di pasta è troppa. Fornellino acceso e via di carbonara, per proseguire super carico il giro, visto che ci vogliono circa 5 ore di guida per arrivare nel caratteristico paesino di Seydisfjordur.

Capra islandese
Capre islandesi

Prima però ricordatevi di fare una sosta al Móðir Jörð a Vallanes, una piccola azienda agricola che ha un ristorante/bar dove è possibile pranzare o semplicemente mangiare un dolce fatto da loro, consumandolo tra le piante all’interno di una serra.

Móðir Jörð

Seydisfjordur è famosa per la stradina arcobaleno che termina ai piedi della chiesina bianca; io ne ho approfittato anche per fare un giro per il paese e fotografare le coloratissime case che circondano il laghetto e la baia.

Seyðisfjarðarkirkja
Casa a Seydisfjordur
Casa a Seydisfjordur

Il vento oggi è abbastanza forte e l’idea di dormire in macchina, dopo aver visto tutte queste belle casine, mi ha fatto venire voglia di un vero letto. Quindi non ci ho pensato due volte e sono riuscito a trovare su Booking.com lì vicino un’intera casa a mia disposizione, dove ho felicemente passato la notte.

GIORNO 5

Questo è stato un giorno speciale. Sicuramente una delle cose più attese del viaggio, il whale watching a Húsavík!

Prima però non potevo perdermi il magnifico Stuðlagil Canyon, un lunghissimo e altissimo canyon di basalto, dove è impossibile non rimanere a bocca aperta una volta scesi e aver camminato lungo le sue pareti.

Parete di basalto del Stuðlagil Canyon
Stuðlagil Canyon
Stuðlagil Canyon

Qualche chilometro più in là si trova la potentissima cascata Dettifoss, che con la sua forza crea uno spettacolare getto d’acqua. Il suo nome significa “Cascata dell’acqua che rovina”, ed è per questo che è stata classificata come la maggiore cascata islandese e d’Europa.

Dettifoss
Dettifoss

Le balene mi aspettano! Húsavík è conosciuta come la capitale del whale watching in Islanda, infatti il paesino ruota attorno a questo gigante del mare. Prima dell’escursione ho voluto fare una visita all’Húsavík Whale Museum, all’interno del quale è possibile conoscere meglio la vita dei cetacei e la storia delle balene.

Scheletro di balena al Húsavík Whale Museum
Scheletro di balena al Húsavík Whale Museum

Finalmente l’ora dell’escursione è arrivata. Una guida ci accompagna ad indossare la tuta termica e il giubbotto di salvataggio, dopodiché in 12 siamo saliti sul nostro gommone e ci siamo diretti verso il mare aperto con il vento gelido sulla faccia.

Porto di Húsavík
Biglietteria per il whale watching
Gommone per escursioni

Dopo pochissimi istanti abbiamo avvistato prima dei delfini e subito dopo una balena che si immergeva e ritornava a galla dopo pochi minuti. Non riuscirei mai a descrivervi l’emozione che si prova quando a soli pochi metri da te vedi comparire questa grande massa scura che con un getto fortissimo spruzza l’acqua e prende il respiro, immergendosi subito dopo in profondità, lasciando per ultima la coda, come per salutarti.

Balena in Islanda

In assoluto questa è stata una delle cose più emozionanti fatte nella mia vita! Abbiamo passato un paio d’ore in mare vedendo più volte le balene, dopodiché, tornati sulla terraferma ho salutato Húsavík e con la felicità nel cuore ho continuato il mio viaggio verso l’Islanda meridionale.

GIORNO 6

Si prosegue il cammino, dopo una bella colazione fatta in un posto super originale, il Kaffi Kù, un bar all’interno di un allevamento bovino, dove è possibile gustare un freschissimo frappè guardando dalle vetrine le numerosissime mucche.

Entrata del Kaffi Kù
Kaffi Kù

I protagonisti di oggi saranno i fumi e gli odori di zolfo provenienti dall’area geotermica nei pressi del Lago Mývatn. Qui si trova una delle più importanti centrali geotermiche dell’Islanda, il Krafla Power Plant, dove viene prodotta energia rinnovabile sfruttando il calore proveniente dal sottosuolo.

Krafla Power Plant
Lago Krafla

Poco distante dalla centrale è possibile raggiungere il cratere vulcanico di Krafla e da lì poi scendere fino alla distesa geotermica di Hverir, un luogo molto suggestivo, pieno di pozze di fango e fumarole puzzolenti di zolfo. I fumi e i colori di questo luogo creano uno scenario spettacolare. Sembra di camminare su Marte!

Hverir
Distesa geotermica di Hverir

Proseguendo verso il lago ho fatto una piccola sosta alla Grjótagjá Cave, una cava sotterranea poco conosciuta, che però gli amanti di Game of Thrones come me ricorderanno benissimo. La cava si trova proprio ai piedi del vulcano Hverfjall.

Grjótagjá Cave

Il lago Mývatn è un grande lago vulcanico, il cui nome significa “Lago dei moscerini”, quindi immaginate il disagio per chi decide di arrivare in questo posto. Sciami infiniti di moscerini che volano ovunque senza sosta… assolutamente non è il posto adatto per rilassarsi. Un po’ di pace l’ho trovata proseguendo sulla sponda occidentale, verso Skútustaðagígar. Pieno di crateri e formazioni vulcaniche, qui vige un’assoluta tranquillità e silenzio, ideali per poter godere al meglio del panorama.

Versante Skútustaðagígar del lago Mývatn
Crateri del Skútustaðagígar

Nonostante sia stanco morto ed inizi a crepuscolare, ho deciso di tentare il seal watching, sperando di poter avvistare qualche foca sulla costa del Vatnsnes. Come immaginavo, la marea era già alta e le foche erano già andate via, nonostante ciò, ho passeggiato lungo la spiaggia selvaggia e ho fotografato il faraglione Hvitserkur famoso per assomigliare ad un drago che si abbevera.

Hvitserkur

GIORNO 7

Ormai il mio viaggio è agli sgoccioli. Pian piano mi avvicino verso la civiltà, ahimè…

Installazione artistica sulle spiagge islandesi
Stoccafisso esiccato

La giornata di oggi è caratterizzata da varie piccole tappe. La prima è uno dei luoghi simbolo dell’Islanda, la montagna Grundarfjörður, che con le sue piccole cascate dà vita ad uno scenario incantevole.

Grundarfjörður

Proseguendo sono arrivato alla cittadina di Hellissandur, famosa per essere piena di coloratissimi graffiti, disegnati su vari edifici. Qui ho consumato il mio ultimo pranzo da camperista, cucinando un bel piatto di pasta, circondato da fantastici graffiti.

Graffiti di Hellissandur

Lascio Hellisandur per andare a visitare la piccola chiesa nera di Búðir, una borgata sulla punta più occidentale della penisola Snaefellsnes. Circondata da qualche lapide, questa chiesina isolata tra le montagne mostra pienamente il suo fascino inquietante (figuriamoci d’inverno quando c’è poca luce).

Chiesa di Búðir

Prima di raggiungere Reykjavik, ho deciso di concludere questa giornata al top! Quale modo migliore se non passare un paio d’ore di completo relax nelle terme naturali della Blue Lagoon. In periodi normali questo posto ad agosto sarebbe stato affollatissimo, quindi direi di essere stato parecchio fortunato nonostante tutto. Il biglietto standard comprende oltre all’entrata anche una maschera facciale ai fanghi e un drink da sorseggiare a mollo nelle calde e biancastre acque termali.

Blue Lagoon
Piscina della Blue Lagoon

GIORNO 8

Ultimo giorno in Islanda. Prima di riprendere l’areo nel tardo pomeriggio, approfitto per visitare la capitale Reykjavik.

Lake Tjörnin

Reykjavik è una città che ho sottovalutato. A discapito di quello che mi aspettavo, si è rivelato un posto pieno di negozi, locali e ristorantini molto originali. Uno di questi è il Flóran Garden Bistro, un bar super carino all’interno di un parco, dove ho fatto colazione; un altro posto molto bello è il Perlan, una specie di museo/ristorante con una cupola trasparente dalla quale ammirare tutta la città.

Flóran Garden Bistro
Perlan

Penso che girare per le strade di Reykjavik sia stato molto gradevole; ovunque ci sono murales colorati, ristorantini invitanti, gallerie d’arte e negozi di oggettistica artigianale.

The Laundromat Cafe
Monument to the Unknown Bureaucrat
Murales a Reykjavik

Tra i posti da visitare assolutamente c’è la modernissima cattedrale Hallgrímskirkja, a forma di razzo spaziale che domina tutta la città.

Hallgrímskirkja
Interno della Hallgrímskirkja

Passeggiando invece sul lungomare, è possibile ammirare la scultura d’acciaio Sun Voyager, la lucentissima Harpa Concert Hall, la sala concerti di vetro, e l’installazione artistica del Þúfa.

Harpa Concert Hall
Þúfa
Höfði lighthouse
Sun Voyager

Generalmente il piatto principale da mangiare qui è il pesce, cucinato in vari modi (la zuppa di aragosta è davvero squisita) e da gustare in tantissimi posti, sia lungo il porto che nel centro città. Un luogo che ha rapito la mia curiosità è stato il Museo fallologico islandese, sicuramente un museo non convenzionale e unico nel suo genere, che conserva oltre 200 peni di vari mammiferi. Museo davvero interessante e allo stesso tempo divertente.

Museo fallologico islandese
Falli esposti nel museo

È arrivato il momento di lasciare la macchina, alla quale mi sono ormai affezionato e che tristemente saluto, ringraziandola degli oltre 2500 chilometri di strada percorsi.

Tutti dovrebbero visitare l’Islanda almeno una volta nella vita; è un luogo magico, tanti tipi di ambienti incontaminati e diversi tra loro racchiusi e concentrati in questa piccola isola di fuoco e di ghiaccio che regala oltre a paesaggi unici anche un grandissimo senso di tranquillità e libertà, soprattutto in questo brutto periodo di restrizioni. Il posto giusto nel momento giusto!

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